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Il doping rappresenta un problema per gli eSports?

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Sia che si parli di sport tradizionale che di sport su PC o console, l’abuso di droghe appare essere una vera e propria costante.

All’inizio ho pensato che l’utilizzo di droghe da parte di professionisti nel campo dell’eSports fosse una cosa alquanto ridicola, tuttavia ho scoperto che ci sono alcuni farmaci che possono aiutare a migliorare le prestazioni anche per gli sportivi da tastiera. Questo mi ha incuriosito e così ho deciso di fare alcune ricerche…

Ho scoperto che qualsiasi farmaco o sostanza che ti permette di “pensare più veloce” o avere i riflessi maggiormente sollecitati, può essere fondamentale per il videogiocatore per migliorare le proprie prestazioni in modo esponenziale.

La caffeina ad esempio non è una vera e propria droga, ma è una sostanza che può alterare il normale equilibrio psicofisico dell’individuo e può in qualche modo migliorare le prestazioni anche a livello eSportivo.

Aziende del calibro di ESIC e WESA, non si riferiscono alla caffeina quando parlano di “doping“.

Queste grandi organizzazioni antidoping, da anni si battono per combattere l’utilizzo di sostanze proibite, quali: adderall, cocaina, metadone, epo ecc…, tuttavia l’utilizzo di queste sostante illecite è ancora molto diffuso e stratificato all’interno del panorama sportivo di ogni disciplina.

Per quanto riguarda il mondo dell’eSports il problema delle droghe e del doping sembra essere fortunatamente poco diffuso, tuttavia si registrano casi come quello del player Kory “Semphis” Friesen, che ha dichiarato che durante alcune competizioni ufficiali ha fatto uso di Adderall per migliorare le proprie prestazioni.

Anche in altri sport della mente, tipo gli scacchi, il problema del doping sembra essere diffuso, ma in quest’ultimo caso, essendo i motori diventati più forti dell’uomo è stato ampiamente superato, per far posto alla questione, molto più problematica, del cheating informatico che influisce sensibilmente sulle prestazioni dei giocatori di scacchi e ne altera le prestazioni nel bene o nel male.

Per l’eSports dunque il problema delle droghe esiste, ma è fondamentalmente ancora marginale, tuttavia, esistono alcuni difensori della purità dell’eSports che sostengono che il problema non sussista e che gli eSports siano “sani” sotto tutti i punti di vista.

In un tweet il popolare caster “Thorin” ha affermato che il problema del doping negli eSports è semplicemente un “problema immaginario” e che non bisogna preoccuparsi troppo.

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Personalmente ritengo che prevenire è meglio che curare, non vedo niente di male nel fare delle campagne di sensibilizzazione sulla questione doping nel mondo degli eSports.

Non si possono tuttavia fare delle considerazioni troppo selettive su questo argomento, il problema del doping esiste ed è un problema concreto anche se nel campo degli eSports come si è detto ricopre ancora un ruolo marginale o quantomeno è difficile scoprirne l’uso di sostanze dopanti, essendo tutte le attività svolte online.

Il problema del doping deve essere combattuto al pari del cheating informatico e dell’hacking con assoluta fermezza, bisogna prenderlo in tempo prima che possa diventare un problema più grande e meno gestibile da parte di tutte le organizzazioni internazionali.

Per poter far fronte a questo problema, oltre alla prevenzione, bisogna partire dal basso, bisogna insegnare ai membri dei team che l’uso di queste sostanze è pericoloso e mina la sanità della competizione che il pubblico vuole vedere e danneggia l’immagine del movimento eSportivo a tutti i livelli.

I migliori giocatori al mondo, le migliori organizzazioni videoludiche professionistiche, dovrebbe collaborare al fianco degli enti preposti al controllo antidoping per prevenire questo tipo di fenomeni.

Il lavoro è tanto ed è il fenomeno fortunatamente è ancora contenuto, ma attenzione, non sottovalutiamolo.

Voi cosa ne pensate? Lasciateci un commento :)!

 

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