Bel Vestito!

Lol o Dota? Heroes of the Storm o Heroes of Newerth?

C’è chi li ha provati tutti e chi ne ha sempre giocato solo uno, i MOBA sono sicuramente il genere più recente di maggior successo, commerciale e di fan-base.

Mentre tutti condividono una base di mechanics su cui il gioco è impostato (ondate costanti di npc contrapposte, leveling system e una base da difendere) l’aspetto più interessante è come gli sviluppatori abbiano adottato un sistema per renderli molto remunerativi senza ricorrere al “pay-to-win”

Il “pay-to-win” è molto comune a giochi free to play e con basso/bassissimo prezzo iniziale, che così invogliano il potenziale giocatore a provarli.

L’inghippo sta nella possibilità di avanzare nel gioco o di ottenere vantaggi inerenti al gameplay pagando altro denaro, meccanismo che ha sempre ridotto l’audience di questi prodotti a una cerchia di appassionati del titolo ( o serie)

I MOBA sono anch’essi free-to-play, ma danno immediatamente a disposizione il gioco completo (dota2) o un roster di eroi gratuiti a rotazione (League of Legends) , in cui comunque gli altri eroi sono acquistabili ingame senza spendere denaro reale

Perciò come si sostengono? Come possono sostenere aggiornamenti continui e attenti moderator? Con il pay-to-be-fancy!

Centinaia e centinaia di skin o armature, con raffinati effetti particellari, animazioni personalizzabili per i personaggi, l’interfaccia e addirittura i puntatori del mouse, di grande effetto visivo, ma di nessun impatto sul gioco.

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Questo rende possibile la differenziazione tra giocatori solo per livello di abilità, mantenendo la possibilità di modificare il gioco a proprio piacimento.

Per Dota2 e LoL sono il principale mezzo di sostentamento, con cui rispettivamente Valve e Riot finanziano tornei indirettamente, ma anche direttamente. Il Compendium of the International, oggetto che la Valve accompagna al suo torneo mondiale di Dota, contiene sì degli oggetti speciali, ma la sua particolarità è che parte del suo costo va direttamente nel prize pool finale, producendo l’allucinante montepremi di 10 milioni di dollari vinto dalla squadra cinese NEWBee l’anno scorso.

Cosa si fa dopo aver creato un vincente sistema “decorativo” per il proprio prodotto?

Si creano decorazioni premium!

Prima è stata la Riot, che ha introdotto le skin “ultimate” per gli eroi, altamente rifinite con effetti particellari per ogni singola abilità e una lunga serie di animazioni inedite, l’ultima è fresca fresca di questa settimana – DJ Sona.

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Questa skin dimostra davvero quanto infinite sono le possibilità di variazione, limitate solo dalla fantasia degli sviluppatori.

Sicuramente non limitate dalle finanze della Riot: questa skin include tre tracce che si susseguono ingame, realizzate da grossi (e costosi) dj come Bassnectar, Dada Life e Nosaj.

Il prezzo di conseguenza ne risente, mentre per un set normale si spende dai 5 ai 7 euro, questo ne costerà intorno ai 27, in linea con le proposte di set simili della Valve.

Saprete resistere?

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